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  • WPT National China

    venerdì 11 gennaio 2013 da Beatrice

A quanto pare, le cose nel mondo del poker stanno cambiando e non poco, soprattutto a livello internazionale. Proprio per aprire le porte al poker, uno dei paesi più chiusi al mondo ha trovato un escamotage che proprio non ci si aspettava. Stiamo parlando della Cina, paese fiero delle proprie tradizioni e piuttosto severo nei confronti della modernità.

Talmente severo che il gioco del poker viene tutt’ora considerato dalla legge un gioco d’azzardo e per questo è assolutamente vietato.

Se il poker in Cina è vietato, vi chiederete, di cosa potrà mai parlare questo articolo? Non di certo di un avvenimento di poker in Cina?

E invece vi sbagliate! Parleremo proprio di una tappa del World Poker Tour che si è giocata in Cina all’inizio del mese scorso!

Come avranno fatto gli organizzatori del World Poker Tour a convincere le autorità cinesi a mettere da parte le proprie convinzioni ( e le proprie leggi) e far disputare quest’evento?

Grazie ad una speciale deroga ottenuta proprio in occasione del torneo, che ha permesso di classificare il poker come sport e non come gioco d’azzardo, aggirando in questo modo il divieto.

La verità è che comunque in Cina, nonostante i vari divieti, i giocatori di poker e non solo sono molti e forse le cose stanno davvero prendendo una piega diversa e inaspettata.

La strada è tutt’altro che spianata comunque, passeranno anni prima che i giocatori di poker cinesi possano davvero giocare liberamente. Tuttavia, questo può essere visto come il primo gradino di una lunga e ripida scala da percorrere. Per il resto staremo a vedere!

Lasciando da parte i questi discorsi, passiamo ora a vedere cosa è successo in effetti nella tappa cinese del World Poker Tour, che si è svolta dal 14 al 17 dicembre a Sanya, sull’isola di Hainan, una località di mare che ricorda un po’ i Caraibi per la bellezza delle sue coste.

I giocatori che avrebbero voluto partecipare all’evento erano migliaia, ma i posti disponibili erano solamente 500. Per dare un’idea della discrepanza tra posti disponibili e richieste, basta sapere che solo su i tornei satellite online per partecipare sono stati invasi da circa 60,000 utenti.

Ovviamente i grandi campioni di poker non si sono fatti attendere dal pubblico cinese, ansioso di vederli all’opera dal vivo. Tra i grandi c’è stato Phil Hellmut, il giocatore americano più famoso sotto la grande muraglia. Da questa parti, infatti, Phil è un vero e proprio mito e il comitato di accoglienza non si è fatto attendere. Altre grandi stelle del poker presenti al WPT National China sono state McLean Karr, Winfred Yu, Jonny Chan e David Chui.

Molti dunque i giocatori cinesi presenti all’evento, che per la prima volta hanno potuto giocare in casa ed evitarsi un lungo viaggio fino agli Stati Uniti.
I giocatori cinesi hanno dominato anche il Main Event, dove ha trionfato Zheng Hua Lei, incassando 192,406 $ e battendo un altro giocatore cinese, You Jia Wang che si è dovuto accontentare del secondo posto e di solo (si fa per dire) 96,203 $ di premio.

Al terzo posto si è classificato l’unico giocatore non cinese del Final Table, ovvero Sam Razavi, un giocatore professionista inglese. Tutti gli altri partecipanti al Final Table del Main Eventi, invece, erano tutti giocatori cinesi. Eccovi la classifica completa con i rispettivi premi vinti:

1- Zheng Hua Lei, $192,406
2- You Jia Wang, $96,203
3- Sam Razavi,$48,101
4- Yue Cao, $32,067
5- Lei Xu, $24,050
6- Li Fu Liu, $19,240
7- Xue Yi Lin, $15,232
8- Zhi Yong Li, $12,827
9- Ji Wei Deng, $11,223

Si può tranquillamente affermare che l’evento del World Poker Tour National China sia stato un vero successo, soprattutto nel paese stesso. Ovviamente questo evento non significa che il paese si sia aperto definitivamente al poker, poiché resta un gioco vietato dalla legge. Tuttavia, il fatto di aver permesso di giocare un evento di questo tipo lascia ben sperare ai giocatori cinesi e non. Fino ad oggi, infatti, solo a Macao, si possono giocare giochi d’azzardo e di abilità come il poker e il baccarat, gioco per cui i cinesi vanno letteralmente fuori di testa. Quindi questo è stato il primo passo per quello che si spera sia un futuro più permissivo, almeno per i giochi di abilità come il poker. Il segreto, probabilmente, sta nel far riconoscere il poker come uno sport e non come un gioco d’azzardo. Ma questo non è un problema solo della Cina, ma di tanti altri paesi al mondo, Italia compresa.

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