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    sabato 4 maggio 2013 da Beatrice

In questo articolo, vogliamo unire due notizie importantissime per il mondo del poker. La prima riguarda la vicenda di Poker Stars negli Stati Uniti, che sembra essere arrivata in un vicolo cieco, mentre la seconda riguarda la regolamentazione per il poker online in Europa, che invece sembra arrivata ad una svolta interessante.

Poker Stars abbandona il sogno americano

Abbiamo già parlato abbondantemente della vicenda di Poker Stars negli Stati Uniti e vi avevamo promesso di tenervi al corrente dell’evoluzione della situazione. Ebbene, manteniamo le nostre promesse e vi diciamo che l’ultima notizia ha dell’incredibile: Poker Stars avrebbe deciso di abbandonare il sogno americano rinunciando all’Atlantic Club, il casinò di Atlanti City che aveva deciso di acquistare qualche mese fa. Il contratto d’acquisto del casinò, infatti, è stato annullato, e con esso è stato annullata anche la licenza provvisoria per il gioco on line ottenuta negli ultimi giorni. La notizia è molto fresca e non sappiamo cosa ci sia dietro la scelta del colosso del poker on line. Non ci sono ancora conferme o smentite ufficiale da parte di Poker Stars, anche se una conferma è arrivata da parte dell’amministratore delegato del casinò che ha dichiarato la fine dell’accordo e il ritorno sul mercato per l’Atlantic Club, che cerca un nuovo partner. È quindi chiaro che la notizia è reale, ma ancora non è altrettanto limpido il motivo. Ci sembra strano che le azioni dell’AGA per bloccare l’ascesa di Poker Stars abbiano avuto effetto. Con questa rinuncia, infatti, Poker Stars si taglia di fatto fuori dal mercato del poker statunitense, che è il mercato nel quale tutte le poker room vorrebbero poter tornare, perché la liquidità che garantirebbe sarebbe incredibile, e risolverebbe molti dei problemi che stanno attraversando nel resto del mondo. Noi pensiamo che sia più probabile che Poker Stars abbia deciso di intraprendere un’altra strada, magari più semplice da percorrere, e che quindi tirerà presto fuori il suo asso nella manica lasciando l’AGA e la Caesars Entertainement di stucco. Magari c’è qualcosa in ballo direttamente a Las Vegas? Come sempre, vi promettiamo di tenervi informati sugli sviluppi della vicenda.

Una regolamentazione comune in Europa

Veniamo ad una notizia che ci riguarda ancora più direttamente e cioè quella che riguarda la regolamentazione del gioco on line in Europa. Come abbiamo già detto in alcuni articoli precedenti, uno dei grandi problemi che impediscono la creazione di un mercato europeo del poker sono le diverse legislazioni nazionali, che di fatto creano un ostacolo insormontabile, perché sono troppo diverse tra loro e creano anche troppi contrasti per poter coesistere. Si parla da tempo di unire almeno i mercati più simili tra loro, ma senza una legge comune anche questa strada può risultare difficile da percorrere.

L’Unione Europea, precisamente il Parlamento Europeo, ha deciso di fare la prima mossa in direzione di un’armonizzazione delle legislazioni nazionali. La commissione cultura, infatti, ha proceduto alla redazione di una testo volto appunto a spingere all’uniformazione delle legislazioni in materia di gioco on line. Il testo si riferisce in generale al gioco on line e quindi anche al poker on line.

L’obiettivo di questo testo è quello di migliorare la lotta contro le truffe on line e il gioco illegale, con una forte attenzione verso il problema che creano ai giocatori e alla società gli effetti del gioco compulsivo.

Certo, questo è solo un primo passo, che non ha alcun effetto diretto sul gioco on line, per ora, ma si tratta comunque di una importante dimostrazione di buona volontà da parte delle istituzioni europee. Se solo fino a pochi mesi fa l’idea di un mercato unico per il gioco on line sembrava appunto solo un’idea, oggi questa idea astratta prende una forma. Come ben sappiamo, i tempi sono lunghi e sarà necessario avere ancora molta pazienza perchè sono davvero tanti gli aspetti da discutere, aspetti che variano da questioni fiscali a questioni di ordine pubblico a questioni di salute dei giocatori. Insomma, ce n’è davvero per diversi specialisti di diversi settori, che dovranno unirsi e a volte raggiungere dei compromessi se si vuole davvero portare a termine l’idea del mercato comune per il gioco on line.

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