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  • L’Open-Face Chinese Poker Tournament

    Lunedi 17 dicembre 2012 da Beatrice

Prima d’ora non era mai accaduto, ma c’è sempre una prima volta nella vita, figuriamoci nel gioco del Poker. Stiamo parlando dell’Open-Face Chinese Poker, torneo nuovo di zecca che comincerà nel gennaio del nuovo anno. Il torneo in questione sarà uno dei molti tornei presenti durante il PokerStars Caribbean Adventure 2013, manifestazione in cui vedremo all’opera moltissimi giocatori mondiali di alto livello, compresi i nostri connazionali. Il PokerStars Carribean Adventure cresce di anno in anno, ed è per questo che gli organizzatori hanno deciso di inserire nel programma anche un nuovo torneo, ovvero l’Open-Face Chinese Poker Tournament. Non preoccupatevi, non lasciatevi spaventare dal nome altisonante, in questo articolo vi spieghiamo nei particolari di cosa si tratta.

Ma prima di iniziare a descrivere questo particolare torneo, ci teniamo a riportarvi le parole di Lee Jones che, intervistato da un sito statunitense, ha così commentato la scelta da parte degli organizzatori, lui compreso ovviamente: “Ormai è giocato da tutti. È diventato così popolare che faremo un seminario e un torneo dal buy-in di $2,000 + $150 alla prossima Caribbean Adventure organizzata da PokerStars”. Di fatto Lee Jones sembra dire “ non potevamo proprio fare a meno di inserire questo torneo nel PokerStars Carribean Adventure!”

Veniamo ora alle regole di questo particolare torneo di Poker. Dunque, dire che l’Open-Face Chinese sia simile al poker a cui siamo abituati è una verità vera solo per metà. Sì, perché i punteggi delle mani sono uguali, ma per il resto cambia tutto. Solitamente in questa modalità di gioco si affrontano 2 o 4 giocatori e c’è il bottone che ruota. Ogni giocatore riceve 13 carte, carte che poi andranno divise in tre diversi “mazzetti”: due da 5 carte e uno da 3 carte. Il mazzetto da tre carte viene messo in prima fila, dietro di lui troviamo il primo mazzetto da cinque carte, mazzo che rappresenterà la seconda mano più forte. Infine, in ultima fila troviamo l’altro mazzetto da cinque carte che rappresenterà la mano più forte.

Questa variante del classico e più noto Open-Face ha un altro particolare: non vengono distribuite 13 carte tutte insieme per ogni giocatore, ma ogni singolo player dovrà creare i propri mazzi uno dopo l’altro. Inizialmente infatti, vengono distribuite cinque carte per ogni giocatore, carte con cui verranno creati i primi mazzi da tre carte.

Per spiegarvi meglio: i giocatori ricevono le prime cinque carte e decidono di disporle come meglio preferiscono tra le tre mani. Poi, successivamente, ricevono una alla volta le altre 8 carte rimanenti e le posizionano badando bene alla giusta strategia da adottare. Questa è una delle due varianti, visto che nell’altra tutte e 13 le carte vengono distribuite insieme.

Come molti di voi sapranno, l’evento PokerStars Caribbean Adventure è quello più atteso nel corso dell’anno, ed è per questo che PokerStars ha deciso di inserire anche questo torneo. In questo modo sarà possibile facilitarne l’apprendimento per i giocatori meno esperti, ma anche soddisfare i giocatori che da tempo richiedevano questo nuovo torneo. PokerStars, come sempre accade, riuscirà anche questa volta a soddisfare tutte le categorie dei suoi players.

Per quanto concerne l’evento in sé, quest’anno il PokerStars Caribbean Adventure giunge alla decima edizione si svolgerà dal 5 al 14 gennaio. Come di consueto, ad ospitare i giocatori di tutto il Mondo sarà l’Atlantis Resort and Casino, scenario situato a Paradise Island, alle Bahamas. Ovviamente, noi in questo articolo ci siamo soffermati sull’Open-Face Chinese, ma gli eventi che si svolgeranno saranno 40: dieci giorni di grande poker ci aspettano, non ci resta che attendere ancora una ventina di giorni.
Lo scorso anno, John Dibella si aggiudicò il Main Event e portò a casa un premio di quasi due milioni di dollari. Il Super High Roller e l’High Roller, vennero vinti rispettivamente da Viktor Bloom e Jonathan Duhamel. Grande attesa anche per la World Cup of Poker, torneo in cui trionfò l’Italia di Luca Pagano, salvo poi dover lasciare il primo posto, lo scorso gennaio, al Perù. A sottolineare l’importanza del PCA, ci pensa Neil Johnson, uno dei membri che organizza la manifestazione: “Non c’è nessun evento live che nell’arco di 10 giorni abbia in programma una varietà così vasta di tornei di poker. È davvero un evento unico in termini di quantità di poker e come offerta di buy-in disponibili a diversi livelli”.

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