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  • L’Italia del poker nelle classifiche mondiali

    Lunedi 25 febbraio 2013 da Beatrice

Come ben saprete, nel mondo del poker esistono classifiche e premi di molti tipi, di cui abbiamo anche già parlato varie volte.

Per quanto riguarda le classifiche, bisogna dire che sono molto variabili, perché cambiano in fretta a seconda degli eventi che si giocano e dei risultati che ne conseguono. Può dunque capitare che un giocatore che sia abituato a stare in vetta alla classifica, debba scendere di parecchi posti, dopo una serie di eventi che si potrebbero definire “poco fortunati”. Allo stesso modo, un giocatore che abbia un scia positiva e ottenga diversi successi in fila, può riuscire a scavalcare molti colleghi in classifica.

Certo, questo non significa che i successi passati non contano più, per un giocatore che subisca un periodo poco felice, ma di certo, se questo periodo dura a lungo, può avere conseguenze disastrose per la sua posizione in classifica.

Una delle classifiche più famose e affidabili al mondo è il Global Poker Index. Vedremo in questo articolo il suo funzionamento, nonché la posizione degli italiani e dell’Italia in generale.

Come funziona il Global Poker Index

Il Global Poker Index, indicato anche come GPI, è una classifica globale, un vero e proprio punto di riferimento per gli eventi dal vivo. In pratica, attraverso la redazione del Global Poker Index, si vuole rispondere ad una semplice domanda: chi è il migliore giocatore di poker? Per quanto la domanda sia davvero semplice, rispondere diventa incredibilmente difficile. Come si fa a stabilire quale sia il migliore giocatore di poker al mondo? Se ci pensate bene, vi verranno in mente così tanti nomi che sarà impossibile decidere. Ecco allora che nasce in Global Poker Index, che dal 2011 stila la classifica dei migliori giocatori al mondo. L’organismo che ha creato in principio il GPI è il Federed Sports and Gaming, con il prezioso aiuto della giocatrice professionista Anne Duke, la Duchessa del poker. La stesura della GPI è poi passata a Alex Dreyfus, che l’ha rilevata al momento del fallimento della Federed Sports and Gaming, introducendo anche interessanti novità.

In totale, nella GPI, vengono indicati 300 giocatori di poker, i migliori. 3 sono i criteri secondo cui viene stilata la classifica: il piazzamento ad un evento rispetto agli iscritti, il buy in dell’evento e “l’aging factor”, che è calcolato per premiare i risultati più recenti nel tempo.

Dato che nel poker le cose possono cambiare in fretta, come dicevamo in apertura, la classifica del Global Poker Index viene aggiornata di settimana in settimana. Stare dietro agli spostamenti che avvengono ogni settimana non è cosa facile e noi vi aiutiamo a capire quali sono le novità più interessanti.

L’Italia e gli italiani nel GPI

Nell’ultima classifica del Global Poker Index, l’Italia se la cava piuttosto bene.
Il migliore degli italiani è, da un po’ ormai, Salvatore Bonavena, che si trova nella 125a posizione totale. Andrea Dato è riuscito a recuperare ben 37 posti dall’ultima classifica, un salto davvero increadibile; stabile, ma a rischio esclusione c’è Sergio Castelluccio, verso gli ultimi posti. Ecco la classifica dedicata ai giocatori italiani; il numero che troverete tra parentesi, indica il movimento di posizione rispetto all’ultima classifica.

#125 – Salvatore Bonavena: 1596.06
#144(+3) – Rocco Palumbo: 1507.88
#145(+3) – Alessandro Longobardi: 1503.61
#154(+37) – Andrea Dato: 1466.64
#174(+1) – Giacomo Fundaro: 1387.71
#226(+3) – David Steicke: 1250.82
#228(+2) – Marco Leonzio: 1248.62
#239(+1) – Jeff Lisandro: 1209.54
#245(+1) – Mustapha Kanit: 1191.89
#270 – Dario Alioto: 1148.83
#287 – Sergio Castelluccio: 1126.37

Infine, quest’ultima classifica del Global Poker Index, consacra l’Italia al terzo posto come nazione, per numero di giocatori in classifica. Ovviamente, la supremazia spetta agli Stati Uniti, ma in questo dettaglio non ci sono poi tante novità, considerato in numero elevato di giocatori professionisti che ci sono nel paese. Più sorprendente la posizione di altri paesi, come Germania e Regno Unito, che con pochi giocatori riescono comunque ad essere in alto, grazie al loro valore. Ecco dunque la classifica per paesi:

1. Stati Uniti d’America: 2089 — 42%
2. Francia: 360 — 7%
3. Italia: 262 — 5%
4. Canada: 252 — 5%
5. Regno Unito: 225 — 5%
6. Australia: 187 — 4%
7. Germania: 180 — 4%
8. Russia: 174 — 4%
9. Svezia: 85 — 2%
10. Paesi Bassi: 77 — 2%

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