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  • L’evoluzione delle WSOP

    Lunedi 20 giugno 2011 da Claudio

Le WSOP, oltre ad essere l’evento per eccellenza nel mondo del poker, professionale e non, è sempre prolifico di dibattiti e polemiche sui temi più diversi.

Nella passata edizione delle WSOP aveva, per esempio, fatto molto discutere l’assegnazione del titolo POY (Player of the Year). I due giocatori che erano in lizza per quest’ambito riconoscimento erano Michael Mizrachi, conosciuto da molti con il nickname “The Grinder”, e Frank Kassela. Dopo molte polemiche fu proclamato vincitore Kassela, che, anche se nella passata edizione riuscii ad aggiudicarsi ben due braccialetti, per molti non era arrivato a eguagliare la bella prestazione di Mizrachi nel Main Event.

Gli organizzatori delle WSOP devono aver riflettuto a lungo sullo strascico di polemiche che ha seguito la proclamazione di Kassela come nuovo POY, e hanno quindi pensato a una piccola revisione del sistema utilizzato per assegnare questo riconoscimento così ambito.

Da quest’anno sono ben sessantadue gli eventi che potranno permettere a un giocatore di guadagnare dei punti per scalare l’esclusiva classica che darà diritto a quel riconoscimento. Una particolarità del nuovo regolamento è che cinquantacinque di questi eventi si svolgeranno durante le WSOP, mentre i rimanenti sette si disputeranno nelle WSOP Europe. E’ la prima volta che per l’assegnazione del POY si prendono in considerazione degli eventi al di fuori delle WSOP americane, e questo potrà portare sicuramente a delle accurate considerazioni strategiche da parte di diversi giocatori.

Qualche giocatore potrebbe essere propenso a decidere di partecipare a degli eventi lontani dai riflettori americani, e molto più probabilmente meno competitivi, per cercare di raggiungere con più facilità un risultato globale più proficuo.

Lo stesso si può dire per i diversi eventi delle WSOP americane. Se negli scorsi anni i giocatori erano maggiormente interessati a ottenere dei risultati positivi negli eventi più importanti, Main Event su tutti, per mettere in risalto il proprio gioco proprio, e per cercare di essere additati come uno dei possibili POY, adesso la situazione è totalmente diversa.

Diversi giocatori, tra i quali possiamo includere Timoshenko, secondo classificato al $25.000 Heads-Up Championship di quest’anno, hanno già fatto sapere che cercheranno di giocare a un numero maggiore di eventi rispetto a quelli in precedenza programmati. Comunque, quello che succederà in seguito dipenderà molto dai risultati iniziali che riusciranno ad avere. Infatti, se nelle prime gare disputate dovessero riuscire ad ottenere dei buoni piazzamenti, cercheranno seriamente di dare la caccia al POY, altrimenti si concentreranno soltanto sugli eventi più consoni alle loro abilità.

Una strategia molto semplice, ma che potrebbe permettere a qualche giocatore particolarmente ispirato di vincere uno dei premi più desiderati delle WSOP anche grazie agli eventi minori.

Le nuove regole, che assegnano i punti ai giocatori, e che si basano su 3 fattori (il buy-in, il piazzamento finale, e la dimensione del field), sono state più che ben accettate dai giocatori. Neanche gli organizzatori si aspettavano un tale consenso popolare, anche se le attese erano comunque alte.

A noi amanti del poker non resta che aspettare di conoscere il nome del giocatore che riuscirà ad aggiudicarsi il titolo di POY in questa edizione delle WSOP. Solo in seguito, si potrà discutere, nel web oppure anche al tavolo da gioco durante un attimo di pausa, se il nuovo regolamento ha cambiato in meglio, o in peggio, l’assegnazione di questo premio.

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