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  • Las Vegas ex regina del gioco d’azzardo?

    domenica 5 giugno 2011 da Claudio

Quando in questi giorni si parla di gioco d’azzardo negli Stati Uniti d’America, si pensa subito al Black Friday, e a tutti i problemi causati al gioco online da quell’evento. Il problema, è che ultimamente non è solo il gioco online a navigare in cattive acque, anche il gioco dal vivo sembra incominciare ad accusare dei colpi. Forse questo è in parte dovuto anche alle continue seccature con cui il governo americano sembra stia cercando di affondare il gioco d’azzardo, ma sicuramente anche il Black Friday ha avuto una parte in questo.

Il mercato del gioco d’azzardo in America muove ogni giorno milioni di dollari, e se molti economisti si sono visti un po’ scettici sulle dichiarazioni dei politici americani di voler dare un giro di vite a questi introiti, la posizione dei giocatori, e di chi è direttamente collegato al gioco d’azzardo, sono chiare da diverso tempo.

Quello a cui molte persone non avevano pensato, è che la capitale mondiale del gioco d’azzardo, la mitica Las Vegas, potesse incominciare a subire la concorrenza da una delle molte nuove località dedite al gioco d’azzardo. Può sembrare impossibile, poiché nell’immaginario collettivo Las Vegas rimane sempre la città simbolo del gioco d’azzardo, ma una delle nuove mecche asiatiche, Macao, sembra fortemente intenzionata a spodestare l’importanza di Las Vegas.

Macao sta, infatti, facendo registrare un numero sempre maggiori di giocatori sui propri tavoli da gioco, tanto da far ipotizzare agli analisti che il 2011 si chiuderà con un fatturato molto vicino ai venticinque miliardi di dollari. Cifre che Las Vegas non riuscirà a raggiungere neanche nelle migliori delle ipotesi, e questo la dice lunga sul momento davvero poco felice che sta attraversando il gioco d’azzardo a stelle e strisce.

Quali sono i motivi che hanno contribuito a far diventare Macao la nuova mecca del gioco d’azzardo? Non si può negare che, almeno in parte, i momenti negativi vissuti dal poker americano hanno contribuito a far rifugiare qualche giocatore professionista, e non solo, in casinò in cui non era possibile avvertire quel genere di pressione psicologica. Sarebbe comunque sbagliato affermare che il successo ottenuto da Macao sia riconducibile esclusivamente al brutto momento che il gioco d’azzardo sta attraversando in America. Si può piuttosto affermare che i casinò americani non riescono, per un motivo o per l’altro, a reggere il confronto con quelli di Macao, che al contrario sembrano in grado di soddisfare al meglio le richieste dei più diversi generi di giocatori.

Non si può, infatti, considerare un caso se diversi grandi campioni del poker hanno già incominciato a frequentare con una certa regolarità i tavoli dei casinò di Macao. Se decideste di andare a giocare in uno di quei casinò potreste, infatti, avere l’occasione di affrontare Phil Ivey, Johnny Chan, oppure Tom Dwan. Questi campioni hanno scelto di giocare su dei tavoli così lontani dai loro circuiti abituali anche perché in quei luoghi non esiste ancora il gioco online. Se si hanno le opportune capacità, e questi giocatori le hanno sicuramente, si può veramente riuscire ad ottenere dei buoni profitti dal tavolo del gioco, anche grazie alla presenza di numerosi giocatori con poca esperienza, ma grandi bankroll a disposizione.

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