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  • La famiglia delle specialità di Community Card Poker – Prima Parte

    domenica 4 novembre 2012 da Beatrice

La famiglia delle Community Card Poker è di certo quella che oggi sta vivendo il suo periodo d’oro. Esistono in tutto tre famiglie (o categorie) di specialità nel poker: lo Stud Poker, nel quale i giocatori hanno alcune delle proprie carte personali scoperte, il Draw Poker, nel quale i giocatori possono cambiare alcune o anche tutte le proprie carte e infine il Community Card Poker, le cui caratteristiche vedremo in seguito nello specifico.

Perché è la categoria che sta vivendo il suo periodo d’oro? Perché in questa famiglia di specialità rientrano i famosi Texas Hold’em e Omaha, le specialità in assoluto più amate da qualche anno a questa parte. Il Texas Hold’em, in particolare, è così popolare e diffuso tra i giocatori di tutto il mondo, che il principale evento delle World Series of Poker, quello che assegna il titolo di campione del mondo di poker, si gioca proprio nella specialità di Texas Hold’em, nella sua versione no limit.

La caratteristica che accomuna tutte le specialità raggruppate all’interno del gruppo delle Community Card Poker è quella di avere delle carte in comune, ovvero che possono essere usate da tutti i giocatori per comporre il proprio punto. Queste carte possono variare di numero, a seconda della specialità e vengono chiamate board. Anche il numero delle carte personali di ciascun giocatore, chiamate pocket card, varia in base alla specialità. Questa categoria di gioco di poker può prendere anche il nome di poker con la vela, dove la vela è appunto rappresentata dalle carte in comune.

Il Texas Hold’em

Il Community Card Poker ha molte diverse specialità. La loro origine, però, è quasi sempre il Texas Hold’em, che oggi è il vero re del poker. Il Texas Hold’em è in assoluto la specialità più giocata, più amata e diffusa sia dal vivo che online. Grazie al gioco online, poi, la sua popolarità ha davvero raggiunto tutti gli angoli della terra, anche grazie alle numerose applicazioni gratuite e a soldi finti che esistono per il Texas Hold’em, che invece sono completamente assenti per altre specialità meno apprezzate.

Vediamone di seguito le regole di gioco nel dettaglio. Innanzitutto, il numero di giocatori che può sedersi ad un tavolo di Texas Hold’em è variabile, fino normalmente a 10 giocatori. Si usa un mazzo da 52 carte classico, a cui però vengono tolti i jolly. Prima di iniziare la distribuzione delle carte, i giocatori alla sinistra del dealer devono pagare due tariffe iniziali, chiamate grande buio e piccolo buio o anche buio e contro buio. Il piccolo buio (small blind) è sempre la metà del grande buio (big blind). Il loro costo viene conosciuto in anticipo dai giocatori e aumenta progressivamente nel caso di tornei, per aumentare la difficoltà del gioco.

I bottoni di dealer, big blind e small blind vengono spostati ad ogni mano, in senso orario, in modo che tocchino sempre ad un giocatore diverso.

Dopo questi pagamenti, il mazziere distribuisce le due carte personali ai giocatori. Conoscendo solo le proprie carte personali, i giocatori devono ora fare la prima puntata, iniziando dal giocatore seduto a sinistra del big blind. Considerando che i giocatori hanno a disposizione solo due carte per decidere se puntare o no, capita molto spesso che un giocatore con carte relativamente scarse decida di abbandonare subito il gioco, senza nemmeno scommettere. In questo caso il giocatore dichiara fold e si ritira dal gioco. In altri casi, giocatori che seguono precise strategie di gioco, puntano anche se in mano hanno davvero poco, per intimidire gli avversari.

Solo il giocatore che ha pagato all’inizio il big blind ha la possibilità di dichiarare check per vedere le prime tre carte comuni senza scommettere nulla. Questa mossa è ideale per sviare gli avversari, facendo loro credere di avere due brutte carte personali per cui non vale la pena scommettere, ma anche per poter proseguire il gioco e magari scoprire che le due carte personali non sono poi così brutte! Questa fase, che precede l’uscita delle prime tre carte comunitarie, è detta fase di pre flop.

Il mazziere scopre quindi le prime tre carte comuni, che prendono il nome di flop. Segue un altro giro di puntate, nello stesso ordine precedente. Anche in questa occasione ogni giocatore può decidere di foldare e quindi ritirarsi dal gioco. La quarta carta scoperta dal mazziere è chiamata turn, mentre la quinta è river. Dopo ciascuna di queste carte, i giocatori possono puntare o ritirarsi. Si arriva poi allo showdown, dove si mostrano le carte e si assegna la vittoria. Per comporre il punto, ogni giocatore può usare uno o entrambe le carte personali, unite alle carte comuni. Non c’è un obbligo o un limite rispetto al numero di carte comuni che si possono usare.

Finisce qui la prima parte dedicata alle specialità di Community Card Poker. Nella prossima parte scopriremo l’Omaha e le tante specialità che derivano direttamente dal Texas Hold’em, che sono l’ideale per una piacevole variazione.

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