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  • Il Black Friday e la fuga dei giocatori americani

    Lunedi 8 agosto 2011 da Claudio

Il poker, dal vivo e online, mette in gioco ogni giorno moltissimo denaro. Denaro su cui un po’ tutti vogliono mettere, ovviamente, le mani. Se i diretti interessati, poker room e giocatori, hanno più o meno chiare le percentuali a cui possono ambire, non si può dire lo stesso per i diversi organi addetti alla riscossione delle tasse.

Ogni nazione ha al momento delle leggi diverse per quello che riguarda la tassazione delle vincite ottenute con il gioco d’azzardo, e quindi è normale che i giocatori professionisti, quelli più colpiti da queste leggi, siano invogliati a spostarsi nelle nazioni che gli offrono delle migliori opportunità.

Se in passato questa era una tendenza che aveva colpito maggiormente il territorio europeo, dove diverse nazioni stanno sistematicamente cercando di spremere il più possibile ai giocatori che riescono ad ottenere delle vincite, adesso il fenomeno è diventato preponderante sul suolo americano.

Il Black Friday ha portato, tra le altre cose, ad un maggior inasprimento delle leggi che riguardano il gioco d’azzardo. Questo, di conseguenza, ha portato i giocatori professionisti a dover pagare una percentuale maggiore di tasse sulle vincite, e, in diversi casi, non si parla affatto di piccole cifre. Basta pensare, per esempio, ai giocatori italiani che sono costretti a dover pagare le tasse non solo nel paese straniero in cui riescono ad ottenere una vincita, ma anche in Italia, nel momento in cui devono dichiarare le tasse. Negli Stati Uniti d’America la situazione è anche peggiore, visto che sono presenti leggi, e divieti, alquanto restrittivi.

Questa situazione ha portato molti giocatori a scegliere di abbandonare l’ambiente in cui sono nati, o comunque dove fino a poco tempo fa potevano sedersi ad un tavolo da poker senza troppi problemi, per scegliere un ambiente in grado di offrirgli delle opportunità migliori. Molti giocatori americani hanno trovato nel vicino Canada l’ambiente adatto. I nomi illustri sono molti, tra cui spiccano sicuramente quelli di Daniel “Jungleman” Cates, Brian Hastings, Phil Galfond, e, tanto per chiudere in bellezza, Vanessa Selbst.

La campionessa americana, che può dire di aver avuto veramente un anno particolarmente fortunato, ha deciso di trasferirsi da poco in Canada, per cercare di sfuggire alle possibili complicazioni, a cui poteva essere soggetta restando in territorio americano. La Selbst, al pari degli altri giocatori americani, non è tanto preoccupata per il dover pagare le tasse, ma per gli inevitabili periodi di varianza a cui sono soggetti tutti, e sottolineiamo tutti, i giocatori di poker.

Se questa è per l’appunto una componente immutabile del gioco del poker, e che può comportare anche delle grosse perdite, non viene assolutamente presa in considerazione dalle diverse agenzie per le entrate. Queste prendono in considerazione solo le eventuali vincite che è riuscito ad ottenere un giocatore. Incuranti delle perdite che possono aver diminuito, o addirittura azzerato, i suoi guadagni in un certo periodo di tempo.

Com’è facile capire, i motivi che hanno convinto molti giocatori a scegliere una diversa residenza, non sono affatto trascurabili. Anzi, a pensarci bene questo può essere visto come un elemento chiave per un’ottima gestione del bankroll. Infatti, una qualità indispensabile per un buon giocatore è proprio quella di cercare di tenere costantemente sotto controllo le proprie entrare, ed uscite; specialmente nei periodi negativi.

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