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  • I Francesi di Full Tilt Poker sempre più vicini a un accordo definitivo

    domenica 6 novembre 2011 da Claudio

Quando era incominciata a trapelare la notizia che il Gruppo Tapie poteva essere interessato a Full Tilt Poker, non erano stati di certo molti i pareri positivi. Non solo perché ormai erano parecchi mesi che si parlava di gruppi di finanziatori pronti ad assumere il comando della poker room, ma anche per il non del tutto irreprensibile passato del gruppo.

L’allontanamento dalla dirigenza della squadra del Marsiglia, e dal calcio francese, per una questione di “bustarelle” non sembrava di certo la migliore presentazione per un gruppo interessato ad una sala da gioco sull’orlo del fallimento a causa di un’indagine del Dipartimento di Giustizia Americana.
Gli avvenimenti delle ultime settimane, almeno per il momento, sembrano essere in grado di smentire anche le previsioni dei più scettici.

Innanzitutto il Gruppo Tapie ha subito messo in chiaro che avrebbe risarcito i giocatori che avevano un debito in sospeso con Full Tilt Poker. Anche se bisogna precisare che i modi e i tempi del risarcimento non sono ancora molto chiari. Sono state formulate diverse ipotesi, alcune sostenute con più forza dai giocatori, altre che favoriscono maggiormente i nuovi proprietari della poker room. Al momento è comunque inutile parlarne, visto che finché non sarà presa una decisione finale, si continuerà a parlare di semplici congetture.

Quello che al momento è sicuramente più importante per i giocatori, è che il Gruppo Tapie sembra essere quasi riuscito a raggiungere un accordo con il Dipartimento Di Giustizia Americana. Alcuni siti hanno addirittura ipotizzato una conclusione delle trattative entro la fine del mese di Novembre.

Questa data sembra comunque troppo vicina, poiché l’accordo prenderebbe in considerazione un risarcimento verso gli ex giocatori di Full Tilt Poker che risiedono al di fuori dei confini statunitensi. Difficile pensare a dei risarcimenti ai giocatori quando non si è ancora sicuri sull’effettiva cifra che bisognerebbe risarcire agli stessi.

Anche se secondo un recente comunicato dell’Alderney Gambling Control Commission i fondi sequestrati alla poker room sarebbero nettamente inferiori agli oltre 300 milioni di dollari riportati in diverse occasioni.

Il malinteso sull’ammontare sarebbe stato causato dalle ripetute “sviste” dell’ufficio contabile della poker room. Sviste che hanno fatto lievitare la cifra teoricamente sequestrata dal Dipartimento di Giustizia Americana. Si è passati dagli effettivi 115 milioni di dollari, ai 331 milioni che erano stati erroneamente indicati in diverse occasioni.

In pratica, gli investigatori non avrebbero controllato il denaro presente sul sito di Full Tilt Poker, ma si sarebbero affidati solamente ai dati fiscali presentati dalla poker room stessa.

Un comportamento eccessivamente approssimativo vista la natura delle indagini.

Per il momento non c’è stata comunque ancora nessuna conferma della reale entità della somma confiscata alla poker room. Molto probabilmente i ritardi nella chiusura delle trattative sarebbero causati proprio alla difficoltà nel poter indicare con precisione una cifra. Una volta che questa sarà indicata i nuovi proprietari della poker room potranno indicare le soluzioni che ritengono più opportune per il risarcimento.

Le ultime notizie fanno quindi ben sperare per il futuro di Full Tilt Poker, che sembrerebbe ormai essere legato indissolubilmente al gruppo Tapie. Vedremo a breve, sempre se le promesse saranno mantenute, se si potrà incominciare a parlare dei primi risarcimenti ai giocatori.

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