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  • I 10 miti del poker – Seconda Parte

    mercoledì 28 novembre 2012 da Beatrice

Ecco la seconda parte dell’articolo dedicato ai 10 miti del poker.

Doyle Brunson

Avendo alle spalle una carriera di 50 anni, ed essendo ancora in attività, Doyle Brunson è una vera e propria leggenda vivente. Nato in Texas, rappresenta il tipico texano che indossa in ogni occasione il suo cappello. Viene soprannominato “Texas Dolly”, per via di un errore di un commentatore alle World Series of Poker.

I suoi maggior successi negli eventi internazionali sono le due vittorie al Main Event delle World Series of poker, nel 1976 e nel 1977. In totale, comunque, Brunson ha vinto 10 braccialetti alle WSOP.

Oltre ad una brillante carriera come giocatore di poker, Brunson ha ottenuto grandi successi anche in campo editoriale, avendo scritto quello che si ritiene ancora essere la Bibbia del poker: How I Won a Million Dollar Playing Poker.
Se volete tentare una partita con Doyle Brunson, lo potete trovare quasi ogni giorno al Casinò Bellagio di Las Vegas.

Johnny Chan

Non solo americani: tra i 10 miti del poker c’è anche un giocatore di origine cinese, ormai americano di adozione, Johnny Chan. Dopo aver abbandonato la carriera intrapresa in gioventù, come cuoco, Johnny Chan decide di dedicarsi a tempo pieno al gioco del poker.
Il suo trionfo alle World Series of Poker è degli anni 1987 e 1988. Nel 1989 arriva in finale al Main Event, ma viene battuto da un giovane Phil Hellmut.
Fin’ora, in carriera ha vinto 10 braccialetti, come Doyle Brunson.

Phil Hellmuth

Phil Hellmuth è colui che attualmente detiene il record assoluto di braccialetti delle World Series of Poker vinti in carriera: 13. Inoltre, per molto tempo è stato anche il giocatore più giovane ad aver vinto un Main Event, poiché nel 1989, quando ha vinto il suo primo braccialetto, Phil aveva solo 24 anni.

L’ultimo braccialetto vinto, invece, è stato nel 2012, alle World Series of Poker Europe. Oltre ad essere l’unico professionista ad aver mai vinto in entrambe le manifestazioni, con la sua scia di successi che dura da più di 20 anni, Phil ha dato prova di estrema continuità e di una bravura indiscussa. Nonostante ciò, può capitare che Phil giochi delle mani in maniera disastrosa, quasi da principiante. Oltre a continuare a dedicarsi alla carriera di pokerista, Phil Hellmuth ha anche intrapreso altre strade, tra cui quella di scrittore, di produttore di video didattici sul poker, di istruttore e anche di presentatore televisivo. Insomma, un talento a tutto tondo.

Scotty Nguyen

La storia di questo americano d’adozione, originario del Vietnam, ha dell’incredibile: è l’esempio del sogno americano che si realizza. Subito dopo la fine della violenta guerra del Vietnam, infatti, Thuan Nguyen, vero nome di Scotty, scappa dal proprio paese per cercare fortuna altrove. La piccola barca su cui viaggia va alla deriva e lui e gli altri passeggeri vengono tratti in salvo da una nave americana, che lo porta direttamente negli Stati Uniti. Per guadagnarsi da vivere, Scotty fa diversi lavori, tra cui quello di mazziere a Las Vegas. Sfrutta questo lavoro per introdursi nel mondo del poker e iniziare a giocare nel tempo libero. Quando le sue capacità sono ormai affinate, decide di dedicarsi al poker a tempo pieno. Nel 1998 riesce addirittura a vincere il Main Event e a diventare campione del mondo di poker. Da allora la sua carriera è proseguita, vincendo in totale cinque braccialetti, tra cui uno per l’evento di HORSE, nel 2008.

Phil Ivey

Chiamato anche Tiger Woods del poker, sia per la sua bravura che per il colore della sua pelle, Phil Ivey è uno dei pochi campioni afro americani. In carriera ha vinto qualcosa come 8 braccialetti e c’è da scommettere che ne vincerà ancora molti.

Oltre alle World Series od Poker, Phil ha trionfato anche al World Poker Tour, nel 2008.
Inoltre, Phil ama dedicarsi anche al poker cash, soprattutto al Casinò Bellagio di Las Vegas, dove nel febbraio del 2006 ha vinto una cifra spropositata giocando contro un miliardario texano: 16 milioni di dollari.

Huck Seed

Un giocatore molto diverso da tutti gli altri, soprattutto per il suo carattere è Huck Seed, che ha vinto il Main Event delle World Series of Poker del 1996. Huck era stato avviato dai genitori verso una carriera più tradizionale e studiava ingegneria all’università. Un giorno però, decise di abbandonare gli studi per dedicarsi al poker. In effetti la sua scelta è stata saggia, visti i risultati, ma non è mai stata del tutto digerita dalla sua famiglia.

Nonostante si tratti di un giocatore di alto livello, vincitore di 4 braccialetti, mantiene sempre un profilo molto basso, essendo una persona riservata e poco interessata ai riflettori e a tutto quello che gira intorno al mondo del poker.

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