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  • Gli Stati Uniti tornano sui loro passi?

    martedì 23 agosto 2011 da Claudio

Il mondo del gioco d’azzardo non potrà più essere quelle che conoscevamo prima del Black Friday. Che ci piaccia la cosa, o meno, questa è la situazione che abbiamo davanti a noi.

Non bisogna comunque dimenticarsi che le diverse scelte fatte dalle poker room incriminate, in passato e in tempi più recenti, hanno condizionato la loro situazione post Black Friday.

Per questo alcune hanno subito un calo dei giocatori più sostanziale di altre.
Questo ha causato un ridimensionamento di alcune poker room, mentre altre, per cercare di restare a galla hanno dovuto licenziare molti dei professionisti sotto contratto; anche se questa non si è poi rivelata una mossa vincente.

Il Black Friday è stato attuato per cercare di fare chiarezza sulla condizione poco chiara in cui versava il gioco d’azzardo negli Stati Uniti d’America.
Quello che è venuto alla luce non poteva di certo essere considerato esemplare, viste le molte scorrettezze, e le procedura poco chiare utilizzate da diverse poker room. Nonostante quello che è stato scoperto, non si può considerare tollerabile la situazione attuale in cui viene vietato ad una persona di potersi divertire con una qualsiasi specialità del gioco d’azzardo.

Per fortuna la cosa non dovrebbe durare molto, ma non tanto per un qualche scrupolo da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ma per i lauti profitti che il gioco d’azzardo potrà permettere alle diverse amministrazioni.

Molto probabilmente il primo stato a riammettere il gioco d’azzardo nei proprio confini potrebbe essere quello della Columbia, o almeno questo è quello affermato da Buddy Roogow, direttore esecutivo delle lotterie di Washington DC. Secondo Roogow legalizzare il gioco d’azzardo nei confini della Columbia porterebbe allo stato introiti per una cifra molto vicina ai 10 milioni di dollari ogni anno. Questo denaro non andrebbe solo ad aiutare la traballante economia delle diverse amministrazioni, ma potrebbe anche venir impiegato per delle nuove opere.

Non sono di certo stati gli americani i primi a scoprire che il poker, e il gioco d’azzardo, online sono un ottimo business per le casse di una nazione. Senza andare troppo lontano, basta considerare quello che è stato fatto dalla nostra AAMS con le sue diverse licenze. Il denaro raccolto ogni anno è davvero molto, e anche se il settore è in leggero calo, le diverse poker room, e i casinò online, che esercitano sul territorio italiano non sembrano intenzionate a abbandonare i giocatori italiani. Anzi, il numero delle concessioni è in costante aumento.

Oltre al fattore pecuniario, bisogna considerare che una legalizzazione del gioco d’azzardo andrebbe anche a tutelare gli stessi giocatori. Bisogna ricordarsi che la situazione di illegalità del gioco d’azzardo renderà qualche malintenzionato sempre pronto ad approfittarsi dei giocatori.
Danneggiando le persone molto più di quello che farebbe il gioco d’azzardo legalizzato.

Affermare, o meno, che sia giusto legalizzare il gioco d’azzardo non è di certo una questione che si può chiarire in pochi minuti. Comunque non è neanche corretto vedere di buon occhio una legalizzazione del settore solo perché si è interessati al denaro che viene giocato ogni giorno dai diversi appassionati di questo emozionante passatempo. Quando i giocatori americani potranno tornare a giocare saremo tutti più felici, ma non potremo che ricordarci con un po’ di risentimento dell’interessamento della classe dirigente per il denaro, e non per le necessità, dei giocatori.

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