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  • Full Tilt Poker riaprirà presto ai giocatori americani

    domenica 4 dicembre 2011 da Claudio

Per gli amanti del poker online la notizia che una delle poker room in difficoltà a causa del Black Friday, Full Tilt Poker, poteva essere considerata definitivamente salva è stata una delle migliori notizie degli ultimi tempi. Quello che la maggior parte delle persone non sa è che molto facilmente questa poker room potrà tornare a operare sul mercato americano in breve tempo! Questo potrebbe forse riuscire finalmente a sbloccare la situazione del gioco d’azzardo negli Stati uniti d’America, che è ormai diventata insostenibile.

Come avrete già avuto modo di leggere il Gruppo Tapie ha chiuso le trattative per l’acquisto di Full Tilt Poker. Il prezzo dell’operazione dovrebbe aggirarsi attorno agli 80 milioni di dollari. Somma che può essere definirsi irrilevante visto il tipo di acquisizione in corso. In aggiunta a questa somma, si vede aggiungere il denaro che la precedente gestione non ha risarcito a quelli che ormai possono essere considerati ex giocatori. C’è ancora abbastanza confusione sulla reale entità di questo “debito”, tanto che neanche gli investigatori americani si sbilanciano. Molto probabilmente il totale si avvicina a oltre 400 milioni di dollari, portando il costo totale dell’acquisizione della poker room vicino ai 500 milioni di dollari.

Anche se ormai l’acquisizione è data per certa, molte persone hanno avanzato parecchi dubbi sul fatto che il Gruppo Tapie possa riuscire a rientrare dell’investimento in un tempo relativamente breve. Anzi, c’è anche chi ha formulato l’ipotesi che quest’operazione poteva portare al fallimento della società stessa; ma Bernard Tapie ha un asso nella manica. Grazie agli accordi presi, con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America, Full Tilt Poker potrebbe tornare presto a essere operativa sul mercato statunitense.

Questo cambia, e non poco, la situazione del gruppo Tapie.

E’ ormai assodato che le poker room coinvolte nel “Black Friday” hanno subito pesanti perdite. Perdite che hanno portato le sali virtuali del Network Cereus, Absolute Poker e Ultimatebet, sull’orlo del fallimento. PokerStars d’altra parte ha preferito potenziare la sua presenza sugli altri mercati in modo da poter sopperire alla perdita del mercato americano. Entrate che non potevano comunque essere paragonate a quelle di Full Tilt Poker, Absolute Poker, e Ultimatebet, che in pratica potevano contare su un quasi totale controllo del mercato a stelle e strisce.

Se dovesse essere concesso a Full Tilt Poker di tornare a operare sul mercato statunitense si troverebbe di sicuro in una posizione invidiabile. Infatti, potrebbe contare sul fatto di non avere dei veri e propri rivali. Questa situazione è dovuta al fatto che i principali nomi del settore del gioco d’azzardo al momento non possono operare sul suolo americano. Senza considerare che le poker room che hanno avuto nel recente passato dei problemi, a causa del “Black Friday”, potrebbero non voler rischiare di rimanere invischiate nuovamente con le manovre dell’erario americano. Un’istituzione che sembra essere sempre più interessata alle ingenti somme di denaro mosse dal gioco d’azzardo online.

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