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  • Full Tilt Poker riaprirà il prossimo Gennaio?

    domenica 16 ottobre 2011 da Claudio

La vicenda di Full Tilt Poker ha tenuto con il fiato sospeso milioni di amanti del poker in tutto il mondo. Fortunatamente, almeno per il momento, il tutto sembrerebbe essere arrivato a un epilogo. Infatti, la famiglia Tapie sembrerebbe seriamente intenzionata ad acquisire la società, e rimborsare i giocatori che avevano del denaro nella poker room.

La vicenda sembrerebbe quindi avere una conclusione felice, ma visto il passato non del tutto “pulito” della famiglia Tapie (Bernard Tapie ai tempi in cui era il presidente del Marsiglia venne condannato per truffa, e espulso dal calcio francese, per aver influenzato il risultato finale di alcuni incontri per mezzo delle bustarella a alcuni giocatori avversari) rimangono ancora molti dubbi.

Proprio per questi motivi le ultime dichiarazioni fatte, di una possibile riapertura di Full Tilt Poker nel Gennaio del prossimo anno, sono viste più come una speranza che come un fatto concreto. Infatti, uno dei presupposti perché questo avvenga è che il Dipartimento di Giustizia Americana dia il suo benestare, e, ovviamente, si arrivi a un patteggiamento per le incriminazioni che ancora pendono contro la poker room. Le ultime ipotesi davano quasi certa una multa milionaria ai danni di Full Tilt Poker, che, se diventasse realtà, potrebbe incrinare la fiducia dei Tapie di avere denaro a sufficienza per pagare tutti i giocatori che stanno ancora aspettando un risarcimento.

Comunque le cose potrebbero essere meno terribili del previsto.

Notizie recenti danno il Dipartimento di Giustizia Americana impegnato in nuove indagini contro delle poker room operanti sul mercato americano. Se tutto dovesse essere confermato le poker room indagate sarebbero tre, a cui sarebbero già stati bloccati tre conti in svizzera su cui erano depositati oltre 18 milioni di Euro.

Sembrerebbe che gli investigatori americani questa volta non abbiano voluto correre il rischio di ritrovarsi in una situazione simile a quella di Full Tilt Poker. Per evitare di avere migliaia di giocatori impossibilitati a riavere il proprio denaro, gli investigatori hanno preferito bloccare in anticipo il denaro sui conti delle poker room indagate. Non è neanche chiaro se le nuove indagini del dipartimento di giustizia siano collegate al filone d’indagini di Full Tilt Poker, oppure si tratti di un filone differente.

I colpi di scena per le personalità collegate al “Black Friday” non sono comunque finiti. Antanas Guoga, meglio conosciuto con il soprannome di “Tony G” ha fatto sapere di voler intentare una causa contro la AGCC. Secondo Guoga l’AGCC, l’Alderney Gambling Control Commission, era a conoscenza da molto prima del “Black Friday” che Full Tilt Poker non era in grado di poter garantire i pagamenti ai propri giocatori. L’AGCC sarebbe quindi intervenuta ufficialmente solo quando la situazione non poteva più essere tenuta nascosta, quindi, quando è esploso il caso “Black Friday”. Le accuse non sono leggere, e se dovessero essere confermate, porterebbero al collasso della fiducia dei giocatori nelle commissioni che dovrebbero, almeno in teoria, controllare l’onestà delle poker room.

Forse i problemi per Full Tilt Poker net sono finiti, ma il poker online potrebbe essere davanti a uno dei suoi periodi più delicati, e incerti.

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