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  • Full Tilt Poker, il 3 maggio la sentenza definitiva?

    sabato 21 aprile 2012 da Claudio

Le continue notizie, sulla situazione di Full Tilt Poker sono sempre più contrastanti. Il 3 maggio, l’Alderney Gaming Control Commission (AGCC) dovrà esaminare e dare il suo parere sull’attivazione della licenza di categoria 2 richiesta da Orinic Limited.Orinic Limited, azienda che fa parte dell’offerta del gruppo Tapie per il rilancio di Full Tilt Poker, in caso di attivazione della licenza potrà iniziare a pensare davvero all’aperura di questa famosa poker room.

Orinic Limited, unica azienda sopravvissuta alle vicende del “Black Friday”, per gestire i fondi dei propri giocatori deve riuscire a ottenere la licenza di categoria 2; mentre ora ha solo una autorizzazione di categoria 1. La comparsa di due nuove società, Full Tilt Holding Ltd e New Full Tilt Ltd (entrambe intestate a Bernard Tapie), sono una delle mosse che ci offrono maggiori probabilità, della volontà da parte del gruppo di Bernard Tapie, di continuare verso l’apertura della poker room.

In un’udienza pubblica, che si terrà presso la corte di Alderney (una piccola isola che si trova nel canale della Manica, nelle vicinanze della costa francese), si dovrà esaminare la domanda che è stata fatta il 23 marzo scorso. La nuova licenza, se sarà rilasciata, è la prima mossa che Bernard Tapie ha messo in moto per rilanciare la poker room di Full Tilt Poker.

La notizia del rilancio di Full Tilt Poker, per ora lascia più dubbi che altro, perché non è plausibile l’apertura della poker room senza la restituzione dei soldi spariti un anno fa. Della restituzione dei fondi, clausola su cui il governo degli Stai Uniti non vuole transigere, per il momento non si è ancora avuta nessuna notizia. Il gruppo capitanato da Bernard Tapie, dovrà rilasciare una serie di fideiussioni adeguate, a garanzia del rimborso per i vecchi giocatori di Full Tilt Poker.

I giocatori, che aspettano da oltre un anno la risoluzione delle vicende del “Black Friday”, sono in trepidante attesa. La richiesta di assunzione di personale per il servizio clienti, così come di tutte quelle azioni che sono state pianificate per il rilancio della poker room in Spagna, e nel resto dell’Europa; non sappiamo ancora se avranno un seguito.

Il DoJ americano, che deve dare l’ultima parola su questa ingarbugliata situazione, sembra non avere nessun dubbio. I 400 milioni di dollari, che il Dipartimento americano ha richiesto per ripagare i debiti verso i giocatori, sono l’unica clausola su cui Bernard Tapie e soci non possono muovere nessuna obbiezione.

Il futuro di Full Tilt Poker non è ancora del tutto sicuro, ma noi giocatori d’azzardo online siamo fiduciosi, e speriamo che in pochi mesi la situazione possa volgere verso una conclusione favorevole alla poker room. Gli sforzi, che il gruppo Tapie sta facendo negli ultimi mesi sono davvero considerevoli, oltre alle notizie che possiamo leggere in questi ultimi giorni, possono solo indurci ad avere fede e continuare a sperare.

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