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  • Full Tilt Poker fuori dai guai; almeno per ora

    martedì 1 novembre 2011 da Claudio

Ormai è stato confermato da più parti che il gruppo Tapie è il nuovo proprietario di Full Tilt Poker. Quindi, almeno per il momento, la poker room non dovrebbe più temere la bancarotta. Abbiamo scritto per il momento perché bisognerà vedere quali saranno le scelte che prenderanno i nuovi proprietari di quella che una volta era la più grande sala da poker online per il mercato americano.

Per il momento non sono state rilasciate dichiarazioni sulla cifra pagata dai Tapie per mettere le mani sulla poker room, ma si è comunque a conoscenza dei debiti che la stessa ha al momento.

Oltre 300 milioni di dollari contratti con i giocatori che avevano deciso di depositare del denaro sul proprio account di gioco. Aggiungete a questo debito una multa molto vicina al miliardo di dollari che spetterebbe al Dipartimento di Giustizia Americana per le scorrettezze, venute alla luce con il Black Friday, e avrete un’idea di quando denaro i Tapie devono ancora trovare per considerare la faccenda definitivamente chiusa.

La strada per la rinascita di FullTiltPoker.net è quindi ancora tutta in salita, ma, almeno per il momento, la nuova dirigenza si è sempre mostrata ottimistica. Le difficoltà da affrontare non sono di certo poche, ma quello che potrà fare veramente la differenza è il tempo che sarà concesso ai Tapie per risarcire i debiti presenti. La situazione peggiore, e che difficilmente potrebbe essere sostenuta, è quella del tutto e subito. Quest’eventualità farebbe quasi sicuramente naufragare, in modo definitivo, Full Tilt Poker. La speranza generale è quella di riuscire a trovare un accordo che possa permettere a tutti di ricevere il proprio denaro, aspettando ancora un po’ di tempo.

Full Tilt Poker deve la somma di denaro maggiore al Dipartimento di Giustizia Americana, e quindi è logico che abbia scelto di muoversi prima in questa direzione. Gli avvocati del gruppo Tapie starebbero cercando di concordare un pagamento “rateale” una volta che la poker room sia tornata ad operare sul mercato del gioco d’azzardo. Quest’eventualità, anche se il Dipartimento di Giustizia Americana dovesse essere d’accordo, non potrà succedere prima che la poker room room abbia risarcito i suoi ex giocatori. Infatti, questa era una delle condizioni poste dalle agenzie che detenevano le licenze di gioco della stessa.

Il debito con i giocatori è sicuramente più piccolo, ma stiamo comunque parlando di oltre 300 milioni di dollari. Le ipotesi avanzate fino a questo momento sono abbastanza varie.
Una soluzione vede, per esempio, che i giocatori decidano di convertire il proprio debito in azioni della poker room. Soluzione poco praticabile, a detta di molti, visto che ormai la fiducia di questi giocatori nell’affidabilità di Full Tilt Poker è ai minimi storici. Le altre soluzioni, che sembrerebbero essere meno contestabili, vedono un pagamento dilazionato dei debiti, oppure un risarcimento immediato. Con la seconda scelta i giocatori vedrebbero però sottrarre una penale al denaro che avevano presente nel proprio account di gioco.

Fa poco piacere vedere la nuova direzione della poker room parare di “penali” nei confronti dei giocatori che vorrebbero, ipoteticamente, prelevare immediatamente il proprio denaro, una volta che questo sarà possibile. C’è comunque da dire che questa è la prima volta in cui s’incomincia a parlare concretamente per trovare un sistema per porre rimedio a questa situazione che è diventata ormai alquanto spinosa.

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