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  • Fabio Coppola al World Series of Poker Circuit

    venerdì 1 marzo 2013 da Beatrice

Un evento di cui si parla molto poco, soprattutto in Italia, è il World Series of Poker Circuit, che si tiene ogni anno nella splendida e prestigiosa cornice del Caesars Palace di Las Vegas. Si tratta di una sorta di circuito di poker, quasi come un’attesa delle vere e proprie World Series of Poker. Oltre ad un montepremi di tutto rispetto, infatti, vengono anche messi in palio dei posti al Main Event delle prossime World Series of Poker. Come le WSOP, anche al Circuit viene messo in palio un simbolo della vittoria: è un anello d’oro, che riceve solo il primo classificato. Dalle nostre parti, non se ne parla molto anzi, se ne parla davvero poco, per un semplice motivo: perché di solito è frequentato per lo più da giocatori americani, che non sono poi così famosi, ma sono in realtà personaggi del tutto sconosciuti qui da noi. Perciò l’interesse verso l’evento è di solito davvero basso, anche da parte dei più accaniti appassionati.

Ma non quest’anno! Il 2013 ha riservato una bella sorpresa all’Italia del poker, grazie a Fabio Coppola che ha vissuto un’avventura tutta da raccontare, a Las Vegas.

Partiamo con le presentazioni: Fabio Coppola non è proprio l’ultimo arrivato. È un giocatore molto esperto, originario di Rimini, che ha fatto del poker la sua professione già da molti anni, decidendo addirittura di trasferirsi a Las Vegas. Qui, oltre a giocare regolarmente, ha iniziato anche la professione di allenatore, seguendo alcuni tra i più grandi campioni del mondo. Primo fra tutti, tra i suoi allievi d’accezione troviamo Patrik Antonius, grande giocatore on line ma anche dal vivo. Poi anche Marco Traniello, altro trapiantato negli Stati Uniti e Dario Minieri, uno dei più promettenti e giovani campioni italiani. Quindi, Fabio Coppola, ha attorno a se grandi campioni e vive praticamente in simbiosi con il mondo del poker. L’avventura al World Series of Poker Circuit non è altro che una sorta di abitudine per lui! Ecco come sono andate le cose per Fabio.

L’evento è iniziato con un numero di partecipanti che qui in Europa ci sogniamo: ben 744, con un montepremi che superava i 2 milioni di dollari. Il buy in per poter partecipare era di 1,675 $, cifra che Fabio ha investito più che ottimamente.
Coppola non si è lasciato intimidire dal numero di partecipanti ed è arrivato al final table con delle ottime possibilità: aveva uno stack di chip superiore ai 2 milioni ed era addirittura il secondo del tavolo. Purtroppo non è riuscito ad arrivare tra le primissime posizione, ma si è dovuto fermare ad un passo dal podio. Ha dovuto lottare parecchio e dopo alcuni alti e bassi è stato eliminato in 4° posizione, portando a casa ben 75,000 $. Si tratta comunque di un ottimo risultato, che ha fatto sognare gli appassionati di poker nel nostro paese.

Ecco la classifica finale:

1- David Tuthill con 223.197 $
2- AP Phahurat con 137.603 $
3- Shaun Suller con 101.444 $
4- Fabio Coppola con 75.609 $
5- Brian Kay con 57.106 $
6-Jeff Fielder con 43.691 $
7- Ping Liu con 33.848 $
8- Steven Goldberg con 26.550 $
9- Salvatore Dicarlo con 21.081 $

Chissà che questa avventura per Fabio Coppola non sia solo il preludio a qualcosa di ancora più grande, magari alle prossime World Series of Poker, di cui tra l’altro è già uscito il calendario? Noi glielo auguriamo di tutto cuore e per il momento facciamo molti complimenti a Fabio Coppola per questo ottimo risultato.

L’Italia ha già vissuto un precedente molto importante al World Series of Poker Circuit, nel 2011, quando Giuseppe Biancoviso è riuscito a guadagnare il primo posto, 28,000 dollari di premio e l’ambito anello d’oro. In questa occasione, Giuseppe è riuscito ad emergere e a guadagnarsi il primo posto battendo moltissimo giocatori provenienti dagli Stati Uniti, che sono ovviamente sempre in netta maggioranza, trattandosi di un evento che si gioca in casa. In quella stessa occasione, poi, anche il secondo classificato era un europeo, il giocatore ucraino Leonid Ryadynskyy. Insomma, per una volta, non era proprio giornata per gli americani e gli unici due europei al final table ne hanno giustamente approfittato.

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