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  • Concluse le World Series of Poker Asia Pacific

    martedì 23 aprile 2013 da Beatrice

Da qualche giorno si è conclusa la prima edizione delle World Series of Poker Asia Pacific, un evento che farà di certo storia nel mondo delle grandi competizioni internazionali. Non solo per l’evento rivelazione, quello con formula accumulator, mai utilizzata fino ad ora in eventi di questa portata, ma anche perché con lo sbarco del marchio WSOP anche in Asia e Oceania, le World Series of Poker diventano davvero un evento del tutto globale.

In questo articolo vi presentiamo l’ultimo evento giocato nell’ambito delle WSOP Asia Pacifi e vi proponiamo una serie di considerazioni sull’evento stesso.

La Caesars Cup: Europa batte America!

L’ultimo evento in programma per questa prima edizione delle World Series of Poker Asia Pacific è stata la Caesars Cup, una competizione che propone lo scontro tra l’Europa e l’America del poker, in stile torneo di golf. Ovviamente le cose cambiano quando la competizione viene ospitata in terra australiana: come poteva rimanere solo una lotta a due? Da questa nuova edizione, quindi assistiamo ad un’altra novità assoluta, ovvero l’ingresso del team che rappresenta Asia e Oceania nella Caesars Cup.

La formula della competizione è molto semplice: si svolge attraverso testa a testa tra i migliori giocatori del mondo, che rappresentano il continente di appartenenza. Data la portata dell’evento, solo i grandi campioni partecipano, veri e propri mostri sacri. Inoltre, essendo ora una competizione a tre squadre, si inizierà prima con lo scontro tra il team di Asia e Oceania contro l’Europa, dopo di che la vincente tra le due sfiderà la squadra che ha vinto l’ultima edizione della Caesars Cup, ovvero l’America.

Riuscire a formare una squadra di questo tipo, è molto difficile visti i grandi campioni che si trovano in tutti i continenti. Per ogni squadra è stato nominato un capitano: sarà suo il compito di formare la squadra con i migliori giocatori. L’America è stata capitanata da Phil Ivey, l’Europa da Sam Trickett e la new entry di Asia e Pacifico da Joe Hachem.

Fino ad ora, le cose tra Europa ed America sono state abbastanza equilibrate: nel 2009 è stato il team Europa, composto tra gli altri da Dario Minieri e Annette Obrestad, ad imporsi su un ben più titolato team America, capitanato da Daniel Negreanu e composto da personaggi come Doyle Brunson e Phil Ivey.

L’ultima edizione, invece, è stata vinta dal team America di Phill Hellmuth, che ha battuto la squadra formata da Bertrand Grospellier.

L’edizione 2013 ha visto di nuovo il trionfo della squadra del vecchio continente. Quest’anno il team Europa era composto da Sam Trickett, Philippe Gruissem, Dominik Nitsche, Sam Holden e Marvin Rettenmaier. È riuscito prima a battere il team Asia Pacifico, al suo debutto, composto da Joe Hachem, Andrew Hinrichsen, Jeff Lisandro, Jackie Glazier, Richard Yong e Shane Warne, per poi andare a vincere contro un team incredibile come quello americano, composto da giocatori numeri uno: Phil Ivey, Daniel Negreanu, Phill Helmuth, Antonio Esfandiari e Greg Merson.

World Series of Poker Asia Pacific: considerazioni conclusive

Comunque siano andate le cose per i campioni ai tavoli, le WSOP Asia Pacific si sono concluse e sono state di sicuro un successo. Gli occhi del mondo del poker sono stati puntati per una settimana a Melbourne e anche l’Asia e l’Oceania ha visto finalmente un evento di questa portata sul proprio territorio. Tanti sono stati i grandi campioni che sono saliti su un aereo con un solo obiettivo: vincere uno o più braccialetti. Qualcuno, come Daniel Negreanu e Phil Ivey, ce l’ha fatta, mentre altri come Phil Hellmuth sono dovuti tornare a casa a bocca asciutta. Tuttavia, tutti sono concordi nel pensare che questo sia un grande evento per il poker, ovunque lo si giochi. Tutti tranne qualcuno. Perché, come in tutte le feste che si rispettano, il guasta feste c’è sempre. In questo caso, il guasta feste è formato da un gruppo, per fortuna ridotto, di persone che pensano che i braccialetti vinti lontano da Las Vegas abbiano comunque un valore minore. Certo, il numero di giocatori che si è presentato a Melbourne è stato di gran lunga inferiore a quello di Las Vegas, e quindi la competizione è stata leggermente più tranquilla. Ma non è forse vero che le prime WSOP di Las Vegas avevano un numero ridicolo di partecipanti, se confrontato con i numeri attuali? Una risposta a questa domanda aiuterà a capire la realtà della cose…magari con il tempo!

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