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  • Brutta figura per PokerStars alle WSOP di quest’anno

    Lunedi 11 luglio 2011 da Claudio

Le WSOP sono la maggior parte delle volte un banco di prova davvero scomodo, anche per i giocatori professionisti di alto livello. Proprio quelli da cui ci si aspetterebbe un rendimento migliore in ogni occasione. Infatti, non bisogna commettere l’errore di credere che, solo perché si è riusciti ad avere un ottimo rendimento durante l’anno in corso, si possa poi essere avvantaggiati sui tavoli delle WSOP.
La tensione, la pressione dei fans, i colpi di fortuna degli avversari, o l’incapacità di rimanere concentrati nei momenti più importanti, possono portare anche i migliori a commettere degli errori che li porteranno ad avere delle pessime prestazioni.

Daniel Negreanu, uno dei giocatori più forti del mondo è il miglior esempio, in negativo, di queste WSOP.

PokerStars non se la sta di certo passando male come Full Tilt Poker, che sembra ormai avere un piede nella fossa, ma comunque puntava molto sotto il punto di vista dell’immagine da queste WSOP.
Ogni poker room, piccola o grande, sogna difatti di poter vedere un gran numero dei propri giocatori ottenere dei buoni risultati. Il pensioro delle poker room è semplice: l’importante è mettere in mostra i colori, o il marchio della propria poker room, e quindi, se un giocatore non è in grado di vincere un evento, l’obbligo di ogni giocatore dovrebbe essere quello di arrivare il più vicino possibile al final table.

In questo modo si potrà molto più facilmente essere notati dai fans, o dagli addetti ai lavori, piuttosto che rimanere un semplice nome nella lista dei partecipanti.

In questa edizione delle WSOP, PokerStars IT aveva di certo puntato molto su uno dei suoi giocatori simbolo, Daniel Negreanu, per ottenere degli importanti risultati. Inoltre, la mancanza di altri grandi nomi del settore, in particolar modo quelli associati a Full Tilt Poker, tra cui possiamo includere sicuramente Phil Ivey, avevano fatto sembrare il compito di Negreanu molto più facile che nelle passate edizioni. Invece le cose hanno presa una piega ben diversa.

Da una prima valutazione approssimativa Negreanu ha speso più di 200.000 Euro in buy in, per i diversi eventi a cui ha partecipato. I risultati, come accennato in precedenza, sono stati più che deludenti. Il campione canadese è riuscito ad ottenere solo 2 piazzamenti “in the money”, per giunta in eventi di scarso interesse. I risultati ottenuti, davvero limitati, gli hanno inoltre precluso la possibilità di partecipare al Poker Player’s Championship. Questa è uno degli eventi più ambiti, ma a cui possono accedere solo i giocatori che sono riusciti ad ottenere delle ottime prestazioni alle WSOP, e che siano in grado di pagare il buy in da 50.000 dollari. Negreanu non ha avuto problemi a pagare il buy in, ma visti gli insufficienti risultati non ha ormai nessuna possibilità di poter essere ammesso a questo evento.

Il canadese se ne esce quindi dalle WSOP in passivo, anche se questo non sembra aver comunque scalfito il suo ottimismo. Ha infatti fatto sapere, mediante il suo profilo di Twitter, che cercherà di recuperare il denaro perso ai tavoli da gioco online, dove ha sempre dato il meglio di se. Inoltre è praticamente certa la sua presenza alle WCOOP, il campionato online di PokerStars che vede affrontarsi i migliori giocatori a livello mondiale.

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