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  • Alcune precisazioni sulla normativa per le mille sale da poker – Prima Parte

    Lunedi 14 gennaio 2013 da Beatrice

È di fine anno la notizia che in Italia arriverà presto l’autorizzazione per l’apertura di mille nuove sale da poker autorizzate e anche qui su Play Solid Poker ce ne siamo già occupati.

Considerando il polverone che si è alzato in seguito a questa notizia, che a quanto pare ha sconvolto e fatto torcere il naso a diversi esponenti politici e non solo, pensiamo che sia il caso di ritornare sull’argomento, per approfondire meglio i vari aspetti che ruotano attorno alla vicenda.

L’ipocrisia della politica

Innanzitutto è bene fare una piccola precisazione, per mettere in chiaro le cose. Nonostante molti senatori del PDL si siano lamentati della normativa, attribuendone la paternità al Governo Monti, in realtà in origine questa norma è stata voluta dal Governo Berlusconi, nel 2009, ma da allora è stata bloccata dalla burocrazia.

Un altro aspetto molto importante che riguarda la questione bollente delle mille sale da poker che sono di fatto state autorizzate con questa legge, sta nel fatto che sia stata strumentalizzata per fare demagogia pura. Anziché considerare un bene il fatto che si stia cercando di regolamentare un settore così difficile e critico per la società come quello dei giochi d’azzardo e non, ci si lamenta del fatto che questa nuova apertura verso il mondo del poker porterà ad un aumento delle patologie legate al gioco.

Sembra quasi che solo il fatto di legalizzare qualcosa faccia poi si che questa cosa diventi estremamente popolare e diffusa. Potrebbe anche essere così, ma forse è più probabile che se una persona vuole giocare a poker in un paese in cui questa pratica è vietata, troverà tutti i modi possibili per aggirare la legge e soddisfare la propria necessità.

Non avete mai sentito parlare dell’epoca del proibizionismo negli Stati Uniti? Quando si vieta qualcosa, l’effetto che si può ottenere da una parte della popolazione è quello opposto, ovvero la ricerca spasmodica di questa cosa vietata.
E nel momento in cui questa cosa diventa legale, regolata da leggi dello Stato, saranno comunque solo quelli interessati alla questione ad avvantaggiarsi della nuova legge. Molto difficilmente, insomma, chi fino ad ora ha pensato che il poker non facesse per lui, perché non interessato al gioco o perché lo reputa un gioco d’azzardo, continuerà a pensarla allo stesso modo, non si metterà di certo a giocare.

Ma chi invece ama il poker avrà finalmente un posto sicuro e garantito dove giocare, senza rischi di ritrovarsi in giri poco puliti e sicuri.

Inoltre, se proprio volessimo fare dell’Italia un paese per puritani, ci scaglieremmo con vigore contro le terribili macchinette da video poker che si trovano in tutti i bar di tutti i più piccoli centri abitati, che con il poker hanno ben poco a che vedere.

Sono molto più simili al concetto della slot machine, dove la fortuna è il solo elemento che caratterizza il gioco. Non esistono strategie per vincere ai video poker, se non quella di provare a rovinarsi giocandosi ogni mese lo stipendi. E anche in questo caso i risultati non sono per niente affidabili. Mentre, di sicuro, aumentano i problemi legati alle ludopatie per giocatori che passano il proprio tempo libero attaccati ad una macchinetta mangia soldi.

Quindi, la morale è: prima di scagliarsi anima e corpo contro la volontà di uno Stato di regolamentare un gioco che d’azzardo ha ben poco, sarebbe il caso di informarsi bene e cercare di vedere e leggere tutti i punti di vista. Se poi, per il nostro giudizio, ci dovremmo affidare a personaggi che parlano senza avere una ben che minima cognizione di causa, scambiando per esempio il poker con il video poker ( una senatrice ha parlato di “emendamento sulle sale da video poker”), beh allora è meglio farsi un’idea da soli, e solo se sappiamo di cosa stiamo parlando. Sennò, credo che sia meglio restarne fuori.

Nella seconda parte dell’articolo vederemo quale sarà il ruolo della Federazione Italiana Gioco Poker nella faccenda.

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