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  • Alcune precisazioni sulla normativa per le mille sale da poker – Prima Parte

    Giovedi 17 gennaio 2013 da Beatrice

Continuando ad approfondire la questione che riguarda la normativa che autorizza le mille sale da poker, ci occupiamo in questa seconda parte del ruolo della Federazione Italiana Gioco Poker, la cui reazione non si è di certo fatta attendere dopo alcune assurde dichiarazioni rilasciate dagli esponenti politici.

Il ruolo della Federazione Italiana Gioco Poker

Come avevamo già anticipato nei precedenti articoli sull’argomento, sarebbe necessario un intervento che punti a modificare l’idea che hanno del poker certi giocatori.

Ovvero, che il poker non è un gioco d’azzardo, ma un gioco di abilità, per cui sono necessari anni di studio e pratica per poter giocare a buon livello. Quindi bisogna assolutamente smettere di pensare che il poker sia un modo per dare una svolta alla propria vita, per ottenere successo e soldi. Certo, per alcuni è così, ma lo è come accade per i calciatori o per altri atleti molto pagati. Per la maggior parte degli appassionati, invece, il poker resta solo un gioco da fare una volta a settimana con gli amici, come una partita di calcetto.

Perché è proprio questo che non è ancora chiaro del poker: si tratta di uno sport vero e proprio, non di un modo per diventare improvvisamente ricchi.
Il ruolo della Federazione Italiana Gioco Poker in questo senso è fondamentale e la federazione non ha tardato ad assumersi questa responsabilità. Subito dopo che si era sollevato il polverone, la FIGP ha pubblicato un comunicato stampa molto chiaro e determinato, partendo dal titolo: “Giocare dal vivo a Poker Sportivo è legale, è socializzante e fa bene alla mente. FIGP si rende disponibile all’incontro con centri media nazionali ed associazioni per un definitivo e necessario chiarimento relativo alla moderna definizione del termine “Poker” in quanto gioco d’abilità.”
Già questo poteva essere sufficiente per prendere una posizione chiara e aiutare i giocatori ad orientarsi, ma la FIGP ha voluto fare le cose per bene approfondendo la questione affermando nel testo che”Il Poker Sportivo è un gioco di abilità, non è un gioco d’azzardo. Manca una corretta ed equilibrata informazione sulla regolamentazione del settore che a fronte di Leggi dello Stato emanate nel 2009 e 2011- l’attuale Legge di Stabilità infatti avrebbe dovuto prevedere solo una ulteriore proroga – attende da quasi 4 anni la sola emanazione dei regolamenti attuativi. È assoluta la disinformazione in merito alle 1.000 licenze del poker live, ne abbiamo avuto una chiara conferma attraverso i TG nazionali, i giornali e le trasmissioni televisive”

La FIGP inoltre, afferma di vedere “di buon grado la mancata proroga al 30 giugno delle limitazioni alla pubblicità sul gioco previste dal “decreto Balduzzi”. Siamo molto favorevoli alle misure che prevedono il divieto di pubblicizzare il gioco nel corso di programmi tv e film rivolti prevalentemente ai giovani, oltre all’obbligo di riportare avvertenze sui rischi di dipendenza e sulle reali probabilità di vincita sulle schedine di gioco, oltre che sulle slot machine, nelle sale VLT, nelle sale scommesse e sui siti internet dei concessionari”.

Insomma, la Federazione Italiana Gioco Poker ha assunto pienamente le responsabilità che derivano dal suo ruolo, proponendosi anche come guida per la promozione di una campagna di sensibilizzazione sul gioco del poker, che si porta ancora addosso secoli di pregiudizi e incomprensioni.

A sostegno delle proprie tesi, la FIGP ha citato l’International Mind Sport Association, ovvero l’Associazione Internazionale per gli Sport della Mente, che dal 2010 ha riconosciuto il gioco del poker come parte di questa categoria e lo ha fatto nell’ambito del Comitato Olimpico Internazionale. Inoltre, la FIGP può citare diverse sentenze della Corte di Cassazione Italiana e della Magistratura, che hanno più volte dichiarato che il poker sportivo non ha niente a che fare con i giochi d’azzardo.

Il succo del discorso è quindi l’informazione: se non si è informati si rischia davvero di prendere degli abbagli sul ruolo del poker nel nostro paese, ma si può facilmente rimediare grazie a fonti di informazione coerenti e corrette.

In chiusura del comunicato stampa, il presidente della FIGP Alampi ha anche dato voce alle speranze di tanti appassionati: che in un futuro, si spera non troppo lontano, la casa del poker diventi il CONI, ovvero il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dove sono iscritte tutte le federazioni sportive del nostro paese.

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